
La gestione delle app in background è un tema delicato. Da una parte ci sono gli utenti che vorrebbero che le app fossero sempre pronte e alla riapertura trovarle come le hanno lasciate. Dall’altra gli sviluppatori cercano di accontentare il più possibile gli utenti, ma si trovano a dover fare i conti con la gestione energetica di Android, decisamente fuori della loro portata.
Per salvaguardare la carica del dispositivo infatti il sistema tende a terminare le applicazioni che girano in background. Alcuni produttori però sono più aggressivi di altri. È per questo che un gruppo di sviluppatori si è organizzato e ha messo in piedi Don’t kill my app dove vengono tracciati i comportamenti di ogni azienda. Il sito propone una classifica (la potete vedere anche qui sotto) che riporta il giudizio assegnato dagli sviluppatori sotto forma di “cacchine”.
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Tra tutti Nokia risulta essere la peggiore terminando tutte le applicazioni – anche quelle che tracciano il sonno o quelle dedicate al fitness tracking – in maniera netta dopo 30 minuti dallo spegnimento dello schermo. In particolare sembra che i dispositivi aggiornati ad Android Pie siano quelli in cui si attuano i comportamenti più aggressivi. Nella speciale classifica seguono OnePlus in seconda posizione e diverse altre a pari (de)merito sul terzo gradino: Xiaomi, Huawei, Meizu, Sony e Samsung.
Tra i più virtuosi da questo punto di vista invece troviamo HTC e tutti quei dispositivi che adottano Android in version stock. Se vi state chiedendo come ovviare alla questione, tutto quello che potete fare è scegliere manualmente le app a cui non applicare l’ottimizzazione della batteria dall’apposito menu delle impostazioni.
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