
Due settimane. Tanto è passato tra il debutto di Gemini 4 Argon e quello del suo successore: oggi, 28 ottobre 2026, Google ha annunciato Gemini 4 Carbon, il nuovo modello di frontiera che l’azienda presenta come «il nostro modello più potente, con capacità allo stato dell’arte nella cybersecurity e nei compiti a lungo orizzonte». La velocità dei rilasci fa notizia, ma conta di più il modo in cui il modello viene presentato. I numeri in vetrina riguardano la scoperta di vulnerabilità e la scrittura di exploit, non la conversazione: la direzione è quella degli agenti autonomi, capaci di lavorare a lungo senza supervisione. Ed è qui che la faccenda si fa delicata, perché un’abilità utile a chi difende un sistema è altrettanto preziosa per chi lo attacca.
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