4 giochi delle Tartarughe Ninja in 1 anno. Questo, però, non è il migliore

Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants Unleashed ha il brutto vizio di interromperti. E lo fa continuamente. Un dialogo? Ti interrompe. La presentazione dei nemici? Ti interrompe. Anche se li hai già conosciuti e visti letteralmente cinque minuti fa? Ti interrompe lo stesso. E magari ci piazza un caricamento, ed un altro ancora.

La frammentazione costante del racconto mi ha fatto perdere il filo, e alla fine anche la voglia di seguire la storia è scemata, quasi come se il gioco non volesse davvero che fossi immerso in questo universo.

E sapete qual è il bello? La trama non è affatto male, e si sente l’eredità di Mutant Mayhem (Caos Mutante qui da noi), il film d’animazione uscito lo scorso anno, di cui questo gioco è una sorta di seguito.

Esplora la crescita dei fratelli, il loro inserimento in una società che ancora li osserva con diffidenza, e anche i temi dell’accettazione e della diversità vengono affrontati con una certa sensibilità. Insomma, c’è una scrittura genuina che, contestualizzata al tipo di produzione mirata ai più piccoli, sarebbe anche discreta, se non ci fossero quelle cavolo di interruzioni.

Il gioco comunque parte bene, senza grandi pretese, e cerca subito di conquistarti con una grafica che richiama lo stile graffiato e “pop-punk” di Mutant Mayhem, con un’attenzione visiva che va a valorizzare anche la personalità di ogni Tartaruga.

Il primo elemento che colpisce è Donatello: tra tutti i personaggi, lui è quello che davvero si distingue un po’ dagli altri, grazie al suo cellulare. Sì perché, a differenza dei fratelli, che combattono tutti con mosse simili, Donnie può usare il flash del telefono per stordire i nemici, aggiungendo una sfumatura in più ai combattimenti, una piccola variazione che, però, a conti fatti non riesce a cambiare il ritmo generale del gameplay.

Anche quando alterni i personaggi (lo si sceglie prima di entrare in missione), il gioco si mantiene su una formula lineare, con nemici dagli schemi comportamentali troppo simili e scenari che raramente riescono a offrire sfide davvero stimolanti. Mi è piaciuta la telecamera, che segue un binario preimpostato ed enfatizza il bellissimo stile grafico, il quale però si poggia su un numero relativamente limitato di ambientazioni, e il gioco non ha paura di riciclare per più missioni.

Ho apprezzato anche che alle volte la formula tenta qualcosa di diverso, come delle fasi platform non proprio precise ma piacevoli, e che ben si incastonano tra le lotte, le quali risultano davvero troppo caotiche. Purtroppo la pesantezza nei movimenti, la poca soddisfazione nel colpire i nemici e la legnosità dei comandi appiattiscono il tutto.

Si accumula ovviamente esperienza per avanzare nei vari livelli e sbloccare abilità, come in ogni gioco d’azione con sfumature ruolistiche che si rispetti, attraverso le missioni principali e collezionando oggetti, ma anche con le cosiddette missioni sociali, un tocco di ispirazione preso in prestito da Persona, dove potete trascorrere del tempo con altri personaggi e sbloccare alcune interazioni.

Queste missioni, però, mancano di un vero mordente: la stragrande maggioranza si consuma in battute di dialogo accompagnate da una regia piuttosto fredda, dove i personaggi si limitano a scambiarsi due parole senza troppe emozioni. La scrittura, a onor del vero, non è male, ma la superficialità della messa in scena non aiuta certo a rendere coinvolgenti questi momenti.

Ogni tanto, vi capiterà una missione simpatica, tipo superare i livelli entro un limite di tempo, schivando trappole che sembrano prese di peso da Fall Guys. Qui emerge quell’animo giocoso e scanzonato che speri di trovare in un titolo del genere, e che strappa qualche sorriso; ma questi episodi sono troppo rari per lasciare il segno. Per dire, come ti viene in mente di mettere una sala giochi, di coinvolgere le Tartarughe in una raccolta di gettoni, e di non metterci dei minigiochi nei quali spenderli?

Poi c’è la modalità cooperativa, che, per un gioco come questo, dovrebbe essere un enorme plus, no? Ecco, in teoria. Io e la mia ragazza ci siamo avventurati insieme nel gioco, sperando di rivivere un po’ delle dinamiche da Splintered Fate (che, a proposito, arriverà su Steam il 14 novembre), ma il risultato è stato frustrante: troppa confusione e glitch fastidiosi, visto che il gioco alle volte crea barriere invisibili per impedire ad un giocatore di proseguire troppo oltre rispetto al compagno, e poi si dimentica di toglierle.

Certo, basta allontanarsi un po’ con l’alleato per farla scomparire, ma è comunque noioso. Ad un certo punto, lei ha lasciato il gamepad e ha lasciato giocare me da solo. Non che mi abbia fatto un dispetto, altroché, direi che è più assimilabile ad un favore, perché il gioco, a dirla tutta, funziona meglio in solitaria.

Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants Unleashed è disponibile su PS5, Xbox Series X|S, PS4, Xbox One, Nintendo Switch e PC (Steam) ad un prezzo di circa 40€.

La chiave per questa recensione è stata fornita da Outright Games, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario.

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Di admin

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