Il drone elettrico Apex Recordhunter da 699 km/h è in odore di record mondiale, ma per motivi non del tutto nobiliIl drone elettrico Apex Recordhunter da 699 km/h è in odore di record mondiale, ma per motivi non del tutto nobili

Quando pensiamo ai droni elettrici, immaginiamo qualcosa di silenzioso e lento, magari usato per riprese aeree o consegne. Poi arriva N3XT, la divisione sperimentale di Quantum Systems, e ci ricorda che le batterie possono spingere un velivolo a velocità che farebbero impallidire molte auto da corsa. Il loro prototipo Apex Recordhunter ha raggiunto i 699 km/h in volo orizzontale, battendo il precedente primato di 657,59 km/h.

Il Guinness World Records non ha ancora certificato ufficialmente il risultato, ma l’azienda lo ha già dichiarato pubblicamente. La cosa interessante non è solo il numero: è cosa ci sta dietro questo record e dove porterà. E la direzione potrebbe non essere quella ottimale.

Il punto è che lo stesso team che ha costruito Apex sta sviluppando anche i droni intercettori di Quantum Systems. Le due piattaforme non condividono l’hardware, ma condividono il know-how ingegneristico: quello che imparano con il prototipo da record finisce direttamente nei sistemi militari.

Il confine tra ricerca civile e applicazione bellica, in questo caso, è praticamente inesistente. Quantum Systems tiene a precisare che Apex non è un’arma: è un dimostratore tecnologico, un banco di prova per capire fin dove si può spingere la propulsione a batteria in termini di velocità pura. Ma qui potremmo chiederci se a sparare sia il dito o meno.

La tecnologia sviluppata da Quantum Systems trova infatti già applicazione pratica attraverso WIY Drones, azienda con sede a Kiev che opera nella joint venture Quantum WIY Industries. I modelli in campo sono due:

  • Spys: intercettore FPV capace di raggiungere fino a 600 km/h, progettato per abbattere droni d’attacco ad alta velocità
  • Strila 2 LR: raggiunge circa 310 km/h con un’autonomia di volo fino a 30 minuti, pensato per intercettare i droni kamikaze usati nel conflitto in Ucraina

Quantum Systems ha già ottenuto un ordine da 15.000 droni Strila destinati alla Guardia Nazionale ucraina. L’idea è trasformare un singolo sistema in una rete di difesa aerea distribuita: non un unico punto di controllo, ma una costellazione di intercettori autonomi.

Insomma, da una parte c’è un indubbio progresso della tecnica, con ancora margini di crescita enormi, dall’altro i droni intercettori elettrici potrebbero ridefinire la difesa aerea a bassa quota nei prossimi anni. E il “campo di test”, purtroppo, è già attivo.

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