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Troppa confusione, WhatsApp ritarda l’aggiornamento della politica sulla privacy

Troppa confusione, WhatsApp ritarda l’aggiornamento della politica sulla privacy

WhatsApp ha deciso di ritardare l’introduzione della controversa e confusa politica sulla privacy relativa alla condivisione dei dati con Facebook.  Inizialmente, la piattaforma aveva deciso di introdurre le modifiche a febbraio, ma oggi ha annunciato che verranno invece introdotte a Maggio.

Secondo WhatsApp, c’è stata “molta disinformazione” che ha portato a preoccuparsi per l’aggiornamento:

Siamo a conoscenza del fatto che il nostro recente aggiornamento abbia creato un po’ di confusione. Dato che la circolazione di informazioni errate e non veritiere ha causato preoccupazione, desideriamo fare chiarezza e assicurarci che tutti comprendano i principi su cui ci basiamo.

WhatsApp si fonda su un concetto semplice: tutto ciò che condividi con familiari e amici rimane tra voi. Questo significa che continueremo a proteggere le tue conversazioni personali con la crittografia end-to-end. Grazie a questa misura di sicurezza, né WhatsApp né Facebook possono vedere i tuoi messaggi privati. Ed è per questo motivo che non teniamo traccia delle persone che chiami o a cui invii messaggi. WhatsApp non può nemmeno vedere la posizione da te condivisa e non condivide i tuoi contatti con Facebook.

L’ultimo aggiornamento non cambia nulla di tutto questo. Questo aggiornamento include invece modifiche che riguardano nuove opzioni facoltative a disposizione degli utenti che desiderano comunicare con le aziende su WhatsApp e offre maggiore trasparenza sulle nostre modalità di raccolta e utilizzo dei dati. Al momento l’utilizzo di WhatsApp per fare acquisti non è molto diffuso. Tuttavia, riteniamo importante che tu sia a conoscenza di questo servizio, perché in futuro saranno sempre di più gli utenti che sceglieranno di utilizzarlo. Ci teniamo a ribadire che questo aggiornamento non accresce la nostra capacità di condividere le informazioni con Facebook.

Abbiamo posticipato la data in cui richiederemo ai nostri utenti di rivedere e accettare i termini. L’8 febbraio, nessun account verrà sospeso o eliminato. Continueremo a impegnarci per fare chiarezza sulle informazioni errate riguardanti la sicurezza e la privacy su WhatsApp. In modo graduale, e secondo le tempistiche di ciascuno, inviteremo i nostri utenti a rivedere l’informativa prima del 15 maggio, quando saranno disponibili le nuove opzioni business.

WhatsApp ha contribuito alla diffusione della crittografia end-to-end a livello mondiale e continua a impegnarsi per difendere questa tecnologia orientata alla sicurezza sia oggi che in futuro. Un ringraziamento speciale va a coloro che si sono messi in contatto con noi e a tutti coloro che hanno contribuito alla diffusione di informazioni attendibili contrastando così le notizie non veritiere. Continueremo a fare del nostro meglio per rendere WhatsApp lo strumento migliore per comunicare in modo privato.

WhatsApp ha annunciato per la prima volta i suoi nuovi termini di utilizzo all’inizio di gennaio e le modifiche all’epoca suggerivano che il social avrebbe condiviso dati aggiuntivi con Facebook come numero di telefono, informazioni relative al servizio, indirizzo IP e dati di transazione, ma da allora ha chiarito che l’aggiornamento non influisce sulla condivisione dei dati con Facebook in termini di chat utente o informazioni sul profilo.

WhatsApp ha infatti condiviso alcune informazioni dell’utente con Facebook dal 2016, come il numero di telefono, ma i messaggi di chat e le telefonate rimangono privati ​​e protetti con crittografia end-to-end.

Sebbene vi sia un ritardo nell’introduzione della nuova politica sulla privacy, la società ha dichiarato che non ci saranno modifiche. L’aggiornamento è progettato per chiarire agli utenti che i messaggi alle aziende potrebbero essere archiviati sui server di Facebook, rendendo necessaria la condivisione dei dati tra le due società. Facebook sarà in grado di utilizzare tali dati per il targeting degli annunci e per migliorare la propria attività di commercio digitale.

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